{"id":30,"date":"2005-05-11T13:47:02","date_gmt":"2005-05-11T12:47:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jimpunk.com\/.net\/?p=30"},"modified":"2005-05-11T13:47:02","modified_gmt":"2005-05-11T12:47:02","slug":"il-fascino-in-discreto-dellerrore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jimpunk.com\/.net\/archives\/30","title":{"rendered":"Il fascino in-discreto dell\u00e2\u20ac\u2122errore"},"content":{"rendered":"<p>Screenfull.net<\/p>\n<p>Per una volta i contenuti non scarseggiano. Anzi, sono decisamente troppi. Cos\u00c3\u00ac tanti che il browser non li contiene e crolla. Sconfitto da troppe immagini, troppi video, troppi link. Due net artisti esplorano l\u00e2\u20ac\u2122estetica del collasso. E sfidano il vostro computer\u00e2\u20ac\u00a6<\/p>\n<p><img src='https:\/\/www.jimpunk.com\/.net\/wp-images\/400361.jpg' alt='400361.jpg' \/>pubblicato mercoled\u00c3\u00ac 11 maggio 2005<br \/>\nLo schermo \u00c3\u00a8 ipertrofico, sovraffollato, traboccante. Zeppo di scritte, immagini, video e link colorati. La finestra del browser \u00c3\u00a8 talmente bersagliata di codice che crasha inesorabilmente. Sconfitta. Abbattuta sotto i colpi di centinaia di istruzioni confuse e sovrapposte. Dell\u00e2\u20ac\u2122inevitabile disfatta del programma di navigazione ci avverte prima di tutto un suono, incantato e ripetitivo come uno scratch old school. Seguito da un blocco totale e senza appello.<br \/>\nD\u00e2\u20ac\u2122altra parte, il crollo era non solo previsto, ma minuziosamente predisposto, promesso (o forse dovremmo dire minacciato) da Jimpunk e Abe Linkoln, autori del progetto Screenfull. Net artista francese tra i pi\u00c3\u00b9 longevi e fantasiosi, da sempre interessato all\u00e2\u20ac\u2122indagine sulle dinamiche e sulle estetiche dell\u00e2\u20ac\u2122errore tecnologico, Jimpunk annuncia da subito la propria mission in cima all\u00e2\u20ac\u2122home page: \u00e2\u20ac\u0153We crash your browser with content\u00e2\u20ac\u009d, facciamo collassare il vostro browser per eccesso di contenuti. E alle sue finestre moltiplicate e lampeggianti, agli scroll infiniti, ai link impazziti e agli script schizofrenici si aggiunge per l\u00e2\u20ac\u2122occasione l\u00e2\u20ac\u2122ironia tutta postmoderna di Abe Linkoln, misterioso artista che marchia le sue operazioni con un logo inconfondibile: un ritratto di Abramo Lincoln in perfetto look punk, con tanto di cresta. Ecco allora mescolarsi sullo schermo sacro e profano, cultura e trash, arte e pettegolezzo: Marcel Duchamp e Paris Hilton, cinema d\u00e2\u20ac\u2122autore e telefilm di serie B, Piet Mondrian e Microsoft Windows. Quello che sembra a prima vista solo un frullato casuale di materiale multimediale, si rivela per\u00c3\u00b2, ad un\u00e2\u20ac\u2122analisi pi\u00c3\u00b9 attenta, una selezione molto personale e paradossalmente accurata, un collage esteticamente caotico, ma non privo di logica.<br \/>\n<img src='https:\/\/www.jimpunk.com\/.net\/wp-images\/40035.jpg' alt='40035.jpg' \/><br \/>\nUna composizione fa pensare pi\u00c3\u00b9 ad un montaggio ragionato che ad un cut-up casuale, fatto di riferimenti che nemmeno il rumoroso affollamento riesce ad offuscare del tutto.<br \/>\nLa tanto celebrata capacit\u00c3\u00a0 degli elaboratori di gestire contemporaneamente testi, immagini e suoni viene qui portata all\u00e2\u20ac\u2122esasperazione e al paradosso. Ed \u00c3\u00a8 l\u00e2\u20ac\u2122eccesso di contenuti -quei contenuti additati da molti come la vera risorsa dello sviluppo economico occidentale- che conduce il software ad una morte inevitabile. Sarebbe fin troppo semplice leggere questo crollo come una metafora dell\u00e2\u20ac\u2122ipertrofia informativa della societ\u00c3\u00a0 contemporanea. Meno evidente, forse, ma non per questo meno stimolante, il possibile parallelo con il funzionamento della psiche umana, anch\u00e2\u20ac\u2122essa soggetta a crash da sovraccarico.<br \/>\nL\u00e2\u20ac\u2122invasione \u00e2\u20ac\u0153barbarica\u00e2\u20ac\u009d incontenibile di Screenfull ha invaso in questi giorni anche le pagine del blog di Eyebeam, nota istituzione newyorchese che studia, sostiene ed espone la new media art. Sul diario digitale del museo (Re:blog) , che ogni mese ospita un blogger differente, \u00c3\u00a8 infatti in azione il virus ultra-contenutistico di Jimpunk e Abe Linkoln che rende il sito poco leggibile, ma molto vitale. Per chi avesse crashato il browser, ma non fosse ancora soddisfatto, \u00c3\u00a8 a disposizione anche l\u00e2\u20ac\u2122e-book del progetto, scaricabile in formato pdf. Il documento \u00c3\u00a8 lungo una sessantina di pagine, ma sar\u00c3\u00a0 difficile riuscire a sfogliarlo tutto in una volta prima che si blocchi o si chiuda da s\u00c3\u00a8. In bocca al lupo Acrobat Reader.<\/p>\n<p>link correlati<br \/>\nwww.screenfull.net<br \/>\nwww.linkoln.net<br \/>\nwww.jimpunk.com<br \/>\nwww.eyebeam.org\/reblog<\/p>\n<p>by Valentina Tanni &#8211; Exibart<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.exibart.com\/notizia.asp\/IDNotizia\/12776\/IDCategoria\/1\" target=\"_blank\">exibart.com\/notizia.asp\/IDNotizia\/12776\/IDCategoria\/1<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Screenfull.net Per una volta i contenuti non scarseggiano. Anzi, sono decisamente troppi. Cos\u00c3\u00ac tanti che il browser non li contiene e crolla. Sconfitto da troppe immagini, troppi video, troppi link. Due net artisti esplorano l\u00e2\u20ac\u2122estetica del collasso. E sfidano il vostro computer\u00e2\u20ac\u00a6 pubblicato mercoled\u00c3\u00ac 11 maggio 2005 Lo schermo \u00c3\u00a8 ipertrofico, sovraffollato, traboccante. 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